Chiavi di ricerca: il simbolo di un’Italia che cresce

Passato quasi ormai un mese dall’apertura di questo ormai imprescindibile blog, onoriamo il lieto evento aprendo l’ennesima rubrica che  si esaurirà dopo due aggiornamenti: non è colpa mia, è lei che si vestiva provocante, nel quale parleremo delle migliori chiavi di ricerca attraverso le quali le nostre parole sono giunte ad ogni angolo del globo – che è in realtà l’unico passatempo che ci spinge ad aprire blog in continuazione.

Una doverosa premessa: mettete a letto i bambini. Sono finiti i tempi in cui l’internet veniva usato per fare le ricerche sugli animali.

Io me li ricordo ancora i miei tempi, quando mi tuffavo a pesce morto nel grande mare dell’internet con il mio rumoroso modem 56k  per cercare le immagini di Lenin adatte all’ipertesto che dovevamo fare in compresenza col Metalli Gianluigi – pace all’anima sua – e pensavo che solo a battere la frase tette Samatha De Grenet  nella barra delle ricerche di Google, avrei preso chissà quale virus da una connessione tarocca con Papua Nuova Guinea, o mi sarebbero entrati i caschi blu dell’Onu nella cameretta a strapparmi il poster gigante di Ronaldo dal muro. A quei tempi Youporn non esisteva mica, se ti capitava la jpg di due pixel del “Gennaio” della Ferilli, che nonostante le avverse condizioni climatiche era comunque più nuda del “Luglio”, dio mio, la salvavi in ottomila cartelle nascoste col sistema Ponzi e la password del tuo calciatore preferito del Gualdo Tadino, ed un mezzo capezzolo ti faceva fare di quei viaggi della fantasia che le generazioni moderne se li possono proprio solo immaginare, e infatti loro non possono più capire l’emozione che provavamo noi quando limonavamo durola più bella della scuola alla festa delle medie ubriachi dopo due Bacardi breezer all’arancia, oppure quello strano tepore alle gonadi che percepivi quando la secchiona della classe con lo sviluppo precoce svelava mezzo centimetro di gomito mentre cercava lo sbianchetto nell’astuccio di Barbie.

Insomma tutto questo preambolone per dire che se ancora non lo avete capito il mondo è proprio un postaccio pieno di pervertiti e dovreste smetterla di fare figli in questo enorme porcile.

Con ben sei ricerche, vola indisturbata alla vetta della classifica il problemone dei TESTICOLI CALDI, e d’altronde si sa che l’Italia è il paese del sole e del mare, quindi non capiamo tutta questa ansia per un paio di coglioni fumanti, mettetevi un bel solero nei boxer e risolvete il problema. E per voi fanciulle, che siete tormentate dall’annoso problema della FICA FRIGIDA, sappiate che è solo colpa del vostro uomo, quel bruto che pensa solo al calcio e  che non vi ama a dovere, voi poveri angeli asciutti. Fateci un fischio che siamo bravissimi e riusciamo a comporre qualunque alfabeto con la perizia di un monaco amanuense. Chiudiamo la parentesi medica con un lettore che è talmente ansioso da non trovare neppure il tempo di mettere gli spazi fra il verbo ed il complemento oggetto: PROLUNGAREILSESSO. Scrivere bene è pensare bene, pensare bene è agire bene, agire bene è fare del grande, grande sesso.

Nei nostri venticinque lettori non manca la parte sadomaso della popolazione italiana, che si fa sentire in due varianti semantiche: c’è chi sogna TACCHI CALPESTANO, con una soggettivizzazione dell’oggetto del desiderio che ci fa riflettere, e chi cerca una sana CALPESTA TACCHI FESTA, dove non è ben chiaro se gli invitati calpestino tacchi o saranno a loro volta calpestati dagli stessi tacchi soggettivati poc’anzi.

C’è pure qualche prete politeista fra di voi tipacci, che si è andato a cercare PENI DEI: no, amico, gli déi non hanno peni né vagine, sono entità puramente spirituali e si amano come facciamo noi, con la forza della mente, dell’immaginazione e dell’agapè cristiano.

Ben tre chiavi di ricerca ci dicono molto sulla provenienza dei nostri lettori: passiamo da BELLA FIGA MALPENSATA a FIGA SESTO SAN GIOVANNI (variante: SESTO SAN GIOVANNI FICA). Di Sesto San Giovanni non sappiamo dirvi molto perché è un po’ fuori mano dai nostri sentieri di caccia abituali, però se in quel paesone ci sono tante donne quanti parcheggi liberi, allora per la legge dei grandi numeri qualche fica la trovate pure lì. Per quanto riguarda la Malpensata tenderemmo ad escluderlo:  lì al massimo ci trovate al lunedì sera qualche boliviano intento a spacciare fumo ed a fare le danze dei peones e poi ci trovate Mohamed, il parcheggiatore abusivo di sessanta e passa anni di Casablanca, che se gli date anche giusto una sigaretta vi intrattiene con mirabolanti racconti sulla sua vita e sulla sua difficoltà nel trovare un lavoro nell’Italia moderna, e se gli dite che il lavoro non lo trovate manco voi, che siete italiani, conoscete a menadito la lingua italiana e siete quasi laureati alla Prestigiosa Università Degli Studi Di Bergamo in Scienze delle Merendine con specializzazione in composizione astratta all’uncinetto, lui ti guarda con quel suo sorriso ricco di tartaro che ti fa sempre riflettere.

Segnaliamo anche un’angosciante BIER STUBE ALBINO CHIUSO, notizia che ci ferisce profondamente e che se fosse confermata farebbe sprofondare nella depressione più bieca tutta quella masnada di segaioli dei monti che si recano in quel bellissimo locale solo per le tette davvero giganti delle cameriere. Va beh pazienza, siamo sicuri che la nostra barista preferita troverà ben presto un altro impiego, magari in settori cinematografici ben più redditizi.

A Marylin Monroe piaceva caldo, ai nostri lettori piace sporco, e d’altronde il mondo del sesso è così vario e arzigogolato e noi non siamo nessuno per poter giudicare le vostre manie – brutti maiali: passiamo da un allitterante SCOPATE SPORCHE a DONNE CHE FANNO COSE SPORCHE, che è una frase che ripetavamo spesso pure a noi – quando avevamo dieci anni.

Due lettori ci raggiungono con un commovente grido di dolore: VOGLIO SCOPARE. Tranquilli amici, siete in buona compagnia.

Amore bucolico per un altro internauta, che prono sulla sua tastiera come un vitello albino digita tutto sudato LA CONTADINA FIGA, che sembra un titolo di un film porno soft con Alvaro Vitali e la Fenech. Grazie al nostro lavoro di consegnatori del pane noi di contadine ne conosciamo a bizzeffe e possiamo assicurarvi che di fighe ne abbiamo viste davvero pochissime – e sì che non abbiamo mica la puzza sotto il naso -, che lì in quelle zone lontane dalla civiltà e dai cavi dell’Enel, quando nelle lunghe notti d’inverno calano le tenebre e si spengono i riscaldamenti, il margine che separa il regno animale dal regno umano si fa davvero labile, e poi escon dei mostri bipedi tipo la famiglia dei Cortinovis, che la mater familias ha più barba di me quando mi dimentico dove ho messo il rasoio – che succede spessissimo – e poi c’è pure quell’altra cosa a cui ho lasciato il sacchetto l’altro ieri che io davvero non saprei dirvi se era un uomo, una donna o l’anello di congiunzione fra l’uomo di Neanderthal ed i babbuini. Sì va bene, magari alla sciura Pedrali una bottarella su una palla di fieno mentre mastichiamo un filo d’erba tipo Tom Sawyer e contiamo le stelle nel firmamento gliela daremmo anche, ma da qui a chiamarla contadina figa purtroppo per lei e per noi tutti ce ne passa, e sarebbe anacronistico anche per gerontofili affermati come i sottoscritti.

E poi c’è pure SEDICENNI IN REGGISENO ed il nostro preferito in assoluto: MARRACASH SEDICENNI, ma qua chiudiamo il post perché la probabilità che siano state scritte da qualcuno dello staff o dai loro amici più prossimi sono troppo elevati e poi andiamo nei casini con la polizia postale e ci chiudono il blog, ecco.

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