Il paradiso perduto dei Subsonica, ovvero quant’è brutto “Eden”

Non è che questa recensione la si sta facendo per vanto, per dare qualche scudisciata importante. Allo stesso modo, non siamo tra quelli che annuiscono quando qualcuno dice “la musica italiana fa cacare”. Intendiamoci, Ligabue fa cagare, Jovanotti è una merda, fuor di dubbio. Questo non vale per un nutrito numero di persone, molto eterogeneo per dirla tutta, degnissimo di stima.
Ecco, negli ultimi tempi c’è stata qualche vittima eccellente (o meno): Brondi ha dimostrato di saper fare solo lo stesso album, solo ogni volta più brutto, l’ultimo dei Massimo Volume è una delusione cosmica, il Teatro degli Orrori ormai non so se sono più brutti o che. Cazzi acidi, insomma.

 Tutta questa introduzione non è solo per farvi vedere che, di musica, ne ascoltiamo parecchia, avendo molto tempo libero. No, volevamo farvi capire che “c’è grossa crisi”, e anche i Subsonica ne sono stati colpiti. A conti fatti, “Eden” è proprio brutto. Non quel “brutto” che dici “mah, ha il suo perché”, nemmeno orrendo, che almeno ti lascia qualcosa. È un brutto pieno, anonimo, molle. Fin dall’inizio si respira un’atmosfera pesante, ma prima che vi venga l’acquolina in bocca pensando a paroloni tipo “spleen” vi annuncio che è il tipo di pesantezza riscontrabile durante una nottata in compagnia di Bud Spencer e Terence Hill tempi d’oro, dopo una fagiolata pantagruelica.

Non so, forse Samuel si è stretto troppo il berretto, e si è autogarrotato. Oppure qualcuno ha detto a Boosta che non ha più diciassette anni. Una ragazzina gli avrà detto qualcosa di simile a “mi scusi, signore” e lui è caduto in depre(ssione). L’impressione è che si siano annoiati loro per primi, a comporre l’album. Che ogni tanto sembra avere qualche picco (tipo i primi 40 secondi di “Istrice”), poi ricade nel pantano. A faccia in giù. Per quelli che apprezzano queste cose, o che stanno studiando per diventare aruspici, sarà super interessante sapere che il ritornello di “Benzina ogoshi” (ovvero “non siete riusciti a bissare microchip emozionale”), è praticamente l’unico passo dell’album capace di dare qualche brivido.
Non che il sottoscritto sia di quell’opinione. Anzi: fino ad ora, tutti i prodotti dei Subsonica sono stati buoni. Anche “Terrestre” (il peggiore, prima di questa oscenità) è comunque ascoltabile, e “L’Eclisse” è un gran lavoro. Ha una direzione precisa, il marchio del gruppo senza essere una replica sterile dei vecchi successi. Pareva l’album della maturazione, qualsiasi cosa significhi. Al contrario, “Eden” è una scimmiottatura di quanto fatto di buono (pardon, “di successo”) in precedenza, mi pare molto più simile a “Terrestre”, sospeso tra una retromarcia e una deriva. In ogni caso, in certi punti puzza talmente di vecchio che cambierete canzone prima di poter dire “algebra booleana”, ve l’assicuro.
Insomma, ascoltabile solo se siete groupies dei subsonica (ovvio, alle groupies dei Tangerine Dream non gliene frega una cazzo) o se siete quattordicenni che non avete mai ascoltato nulla che non siano le canzoni del c.r.e. e, se appartenete a quest’ultima categoria e non avete voglia di recuperare i vecchi lavori del gruppo, continuate pure a incendiare cassonetti, scippare anziani e scrivere “viva la merda” sui muri, che tanto non ne vale la pena.

Non c'entra un cazzo ma bisognava pure il post in qualche modo

Quanto a loro, ai Subsonica, è meglio che si riprendano in fretta, altrimenti meriterebbero di essere rinchiusi nella discoteca-labirinto, condannati a sentire per 15 anni la cacata che hanno fatto.

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