I rapper bianchi hanno lo stesso fascino perverso delle donne con il cazzo?

Una delle cose che ci piacciono di più del mondo di internet è ascoltare un pezzo figo di un gruppo a caso, scaricarsi in un nanosecondo l’intera discografia, pure le registrazioni a 92kbps di quando aprivano alla festa del partito repubblicano in qualche paesino in culo al Minnesota, chiamare il Catti e dirgli:
<< Oh ma li conosci i [nome a caso]? >>

Visto che il buon Catti solitamente non conosce mai nulla che non sia l’ultima lista della spesa di Manuel Agnelli o qualche barboso cantautore italiano che inneggi all’amore nell’universo, lui risponde, annoiato e saccente: << No, che cazzo fanno? >>, domanda che inanzitutto ci permette di lamentarci dell’abissale ignoranza musicale dei nostri amici, in secondo luogo ci permette di partire in quinta tessendo interminabili lodi al gruppo in questione, che solitamente terminano quando il Catti, sempre lui, domanda:

<< Ah, figo. Ma da quando li conosci? >>

<< Da ieri >>

Tutto questo per dire che la fotta del momento è un tizio bolso e barbuto di New York, tale Ian Matthias Bavitz, ai più noto come Aesop Rock. Aesop Rock ha un nome che ricorda molto Asap Rocky, il Didier Drogba di Harlem: le somiglianze terminano qua, perché il primo è bianco, mentre il secondo è nero, il primo ce lo immaginiamo con un discreto pene, la buzza alcolica ed il fiatone dopo quattro massimo cinque colpetti alla propria femmina, mentre il secondo tiene un ak-47 con un diamante sudafricano incastonato nel prepuzio, l’ardore dei riti sciamanici della più impenetrabile foresta africana e la voglia di fottere di un ventenne. Inoltre il bianco parla del male del mondo e del brutto mondo della politica, mentre il nero parla di zoccole e di macchine che rimbalzano sull’asfalto.

Il nostro Ian Matthias faceva/fa parte della combriccola di El-P e compagnia biancheggiante alternativa del sistema: in giro abbiamo letto che i due oltre ad essere compagni di etichetta forse erano pure compagni di marchetta, ma questa ci sembra come la storia del fantomatico figlio nero di Baresi, per cui la scriviamo senza crederci per primi neppure noi. Comunque tutto questo per dire solamente che pure El-P è un gran bel figlio di mignotta bianca e quest’anno ci ha regalato un discreto album ed un grande video insieme a quell’enorme baluba di Killer Mike:

Ma torniamo al nostro eroico Ian: noi lo abbiamo scoperto per puro caso con il suo pezzone None Shall Pass:

Non abbiamo nessunissima parola se non che la base ci fa venire in mente una bellissima donna che con un lungo vestito bianco a fiori corre guardando le nuvole nel parco pieno di margherite di San Rocco, che il flow di Gianni Matteo scorre e scorre come i fiumi di Eraclito, che il video sembra avere un significato profondo (che comunque non cogliamo) ed un alto valore artistico (che non afferriamo minimamente) e che l’unione di questi tre o quattro elementi si fonde perfettamente come la carne kebab, l’insalata, la cipolla, la salsa kebab e la salsa piccante in un gelido inverno di provincia.

Con la fotta a mille ci siamo fiondati al volo sui nostri siti di contrabbando musicale preferiti: abbiamo così scoperto che il buon Aesop ha appena buttato fuori un nuovo album, dal fighissimo artwork e dal giurassico titolo di “Skelethons”.

Una bomba come questa noi non l’ascoltavamo dai tempi di questo album, quell’altro guascone yankee che compensa la mancanza di gnugna con una logorrea che ci fa sbrodolare i calzoni: si parte a manetta con Leisureforce, parole sputate a quattrocento all’ora che vanno su e giù tipo Blu Tornado di Gardaland su base post-tutto che per definirla al meglio aspettiamo di copiare la definizione che daranno quei ragazzi istruiti di Sentireascoltare. I primi due minuti sono così definitivi che da bravi fan sfegatati ci siamo cercati il testo per cantarlo a squarciagola alle nostre mogli mentre ci preparano le tigelle con gli affettati: ragazzi, han proprio ragione quelli di wikipedia a dire che i testi di Aesop Rock spaccano, meno male che noi abbiamo studiato con il professor Giannoni e li sappiamo tradurre benissimo, ad esempio i nostri versi preferiti dicono così:

Final answer “not to be”, “not to be” is right!
Next question – to build winged shoes or autophagy,
Silk-screen band tees,
Take apart a vcr,
Ringer off, canned peas, cabin fever mi amor,
Patently adhering to the chandelier at key-in-door,
To usher in the understated anarchy of leisureforce,
Led a purple tongue and ratty caballeros

Che tradotto al volo secondo le nostre conoscenze suonano più o meno in questo modo:

Risposta definitiva “non essere”, “non essere” è giusto!
La prossima domanda – per costruire calzari alati o autofagia,
Silk-schermo con la band tees,
Smontare un videoregistratore,
Suoneria off, piselli in scatola, Cabin Fever mi amor,
Palesemente aderendo al lampadario a key-in-door,
Per inaugurare l’anarchia sobria leisureforce,
Led una lingua viola e caballeros logora

Comunque Leisureforce ci piace così tanto che in pratica non abbiamo ascoltato il resto dell’album per paura di restarne delusi. Anche ad Aesop deve piacere molto questo brano perché ci ha fatto pure un video dove ci spiega alcune cose mentre accarezza il suo gatto.

Annunci